La scrittura autobiografica è uno degli strumenti più potenti per aumentare la consapevolezza, elaborare il vissuto e ritrovare autenticità. La fusione della scrittura al coaching, ed editing permette di dare voce a parti di noi che spesso restano in silenzio.

Che cos’è la scrittura autobiografica

Scrivere di sé non significa redigere una cronologia perfetta, ma entrare in contatto con la propria storia in modo sincero e consapevole. Non servono competenze letterarie straordinarie, (se non una infarinatura almeno di come trasformare la scrittura autobiografica in un racconto destinato a lettori); serve ascolto, onestà e il coraggio di guardarsi davvero dentro.

I benefici della scrittura autobiografica

La scrittura autobiografica permette di mettere ordine tra emozioni e ricordi, elaborare particolari momenti più o meni intensi della propria vita generando consapevolezza attraverso un vero e proprio percorso di “crescita personale”.   

La scrittura in generale ha un potente effetto “curativo”, soprattutto quella autobiografica. Attraverso le parole è possibile attraversare parti del proprio vissuto rimaste in ombra, suscitando un effetto di guarigione. 

L’atto di scrivere , e quindi mettere “a terra” , nero su bianco, aiuta a svuotare la mente e alleggerire il peso dell’emozione che ci lega ad un ricordo specifico.

Ogni volta che raccontiamo un episodio della nostra vita, ci connettiamo con la nostra identità più autentica e profonda, dando voce alla nostra storia.

Scrivere allena la mente, la creatività, la capacità di strutturare un racconto e sicuramente può anche rappresentare un‘ottima palestra per la gestione delle emozioni.

Il mio viaggio personale dentro la scrittura autobiografica

Il mio percorso con la scrittura autobiografica è iniziato con un entusiasmo travolgente. Le parole arrivavano da sole, come se fossero rimaste per anni in attesa di essere liberate. A questa fase intensa e fluida seguivano momenti di vuoto, di silenzio, di pausa. Erano spazi necessari: lì si nascondevano parti della mia storia a cui non avevo mai avuto coraggio di dare “voce”.

Attraverso questo processo ho portato alla luce “ferite emotive” che avevo quasi dimenticato e che, attraverso questa esperienza ho trovato il coraggio di attraversare. La scrittura mi ha permesso di trasformarle in nuova consapevolezza, e prendere un posto nuovo nella mia vita.

Realizzare un sogno nel cassetto: dare voce alla “me” bambina 

In tutto questo percorso c’è un dettaglio che porto nel cuore: attraverso la scrittura del mio racconto ho realizzato un “sogno nel cassetto” che avevo fin da bambina. Un sogno che custodivo in silenzio, come si fa con le cose preziose: raccontare la mia storia affinché potesse essere d’ispirazione a qualcuno.

Da piccola desideravo scrivere, dare voce alle emozioni, trasformare le parole in qualcosa capace di raggiungere gli altri. La scrittura autobiografica mi ha riportata esattamente lì, a quella bambina che non aveva paura di sognare.. e, pagina dopo pagina, ho sentito che quel sogno prendeva forma. Pubblicare il mio racconto autobiografico “Liberi di Essere” nel libro “Ti racconto di me” è stato un atto d’amore verso quella bambina e verso tutte le donne che  accompagno oggi attraverso percorsi di crescita personale con tecniche di coaching e gamification.

Il momento più emozionante: l’incontro a Milano

Il culmine di tutto è stato l’incontro per la prima volta, con i miei compagni di viaggio(gli autori degli altri racconti)  alla presentazione del libro a Milano. Ascoltare le loro storie, guardare le loro emozioni negli occhi, sentire le loro voci… è stato un momento che non dimenticherò mai. Lì ho capito una cosa: le storie avvicinano, ci uniscono e ci fanno sentire meno sole!

Come la scrittura incontra il coaching

Nel mio metodo “Liberi di Essere – CORE CONFIDENCE SCHOOL”, la scrittura autobiografica e il coaching diventano strumenti intercambiabili di trasformazione: permettono di far emergere ciò che è rimasto sospeso, sciolgono nodi emotivi, accompagna i cambi di identità, rafforza la leadership personale. Tutto questo l’ho racchiuso all’interno di un percorso di gruppo per donne e mamme in evoluzione: “Lab. Coaching Circle”.

Esercizi pratici per iniziare

– Le tre scene che ti hanno cambiata.

– Scrittura libera per 10 minuti senza fermarti.

– Parti da un oggetto simbolico.

– Scrivi una lettera mai inviata.

“Non so scrivere”, “La mia storia è banale”, “Ho paura di espormi”: sono blocchi normali e fisiologici. La scrittura autobiografica non richiede talento, ma autenticità e coraggio di raccontare la propria storia affinché possa raggiungere gli altri attraverso la lettura.

Conclusione

“Non so scrivere”, 

“La mia storia è banale”, 

“Ho paura di espormi”

 sono insicurezze, blocchi e paure normali e fisiologici. La scrittura autobiografica non richiede talento, ma autenticità e coraggio di raccontare la propria storia affinché possa raggiungere gli altri attraverso la lettura.

Scrivere di sé è un atto di libertà, coraggio e rinascita. 

Se senti che una parte della tua storia chiede di essere ascoltata allora è sicuramente il momento giusto per darle la voce che merita. 

Mi piace pensare che il meglio deve arrivare — e forse inizia proprio dalla tua storia.

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